Nella cronaca locale dei quotidiani di ieri si leggeva della nascita di un movimento (definito “trasversale” e dal nome “Sinistra unita”) per far avvicinare alla politica chi “stenta a trovare voce e spazio per dire la sua” e “un luogo di partecipazione per tutti coloro che hanno il cuore che batte a sinistra ma che non trovano nel sistema partitico gli spazi e le chances per esprimersi”.
Tutto molto bello, soprattutto se ci si ferma all’apparenza.
Infatti proseguendo nell’articolo ci si imbatte nei fondatori e nei nominativi del comitato dei “saggi” di tale iniziativa; e qui, come si dice, “casca l’asino”.
Leader assoluto Marco Montemagni, assessore regionale al bilancio e prossimo candidato Sindaco per il centro sinistra al comune di Viareggio.
Lo accompagnano in questa “avventura” altri volti noti della politica locale come Daniela Santucci (consigliere comunale per Laboratorio e nel consiglio d’indirizzo della fondazione carnevale), Emiliano Favilla (assessore ai trasporti della provincia di Lucca), Annamaria Poletti (assessore all’ambiente del comune di Viareggio) Giuseppe Vitiello (presidente Sea Acque, consigliere di Gaia, di Sea, e di altre società assortite) e poche altre persone che comunque hanno, o hanno avuto in passato, incarichi politici di vario genere.
Quindi, dopo un’attenta analisi, non si può che convenire che le “grandi manovre” per le prossime elezioni comunali sono iniziate (allora Marcucci si candida alle politiche?) e per dare continuità a quanto tracciato dall’attuale sindaco, Marco Montemagni si crea il suo “laboratorio” che più che pensare alla sinistra unita, si prepara ad occupare le poltrone da assegnare a vittoria elettorale avvenuta.
Dare continuità al lavoro finora svolto da questo gruppo è il vero obiettivo e chi crede ancora alle novelle dia credito a quanto scritto nell’articolo.
P.S. Consiglio ai quotidiani locali la prossima volta di inserire notizie riguardanti tale movimento nella sezione pubblicità alla voce “fabbrica di poltrone”.





Caro Brunello anche per te, purtroppo, la vita ad un tratto s'è messa a sedè. Ci lasci, ma non per sempre. La tua voce, infatti, è dentro di noi e rappresenta l'estate ed il carnevale. Tra i mille ricordi che emergono dal profondo del mio cuore ne cito alcuni, a caso, a chi leggerà questo post. I tempi, ad esempio, quando passavamo ore a parlare nello sgabuzzino del Royal da dove trasmettevi i programmi di Radio Carnevale. Vedo il microfono, con il cappuccio di gommapiuma gialla, il registratore a bobine e la tua valigia ventiquattrore da dove tiravi fuori fogli pieni di testi scritti con quella tua bella calligrafia. Vedo (e sento) i nastri con le canzoni del carnevale di ieri e tutto il repertorio del nostro Egisto.... c'è poi la tua frase (una delle tante che ci regalavi con quella tua magica voce) sull'organizzazione del Carnevale: I papi passano la chiesa resta. Il tuo cappello. Il salotto di casa dove ogni centimetro di parete era occupato dai quadri realizzati dai tuoi amici carristi. Ricordo le videocassette che custodivamo gelosamente i chilometri di pellicola che realizzavi per raccontare agli altri la dirompente forza della manifestazione di Burlamacco. Ah, c'è poi la famosa cartolina del '26... quante volte ne abbiamo parlato... Le tue telefonate che iniziavano con: "C'è Stefano?" perchè con una voce così inconfondibile non c'era certo bisogno di dire... sono Brunello. Ricorderò per sempre le storie che mi hai regalato, tutte legate a quel modo di intendere il Carnevale che per te, per noi, era vita. Ho negli occhi le giornate passate al tuo fianco nella torretta. E ancora.... la tua voce che arriva dal mare, le interviste alla radio e alla televisione, le interminabili discussioni sulla Canzonetta dei Rioni. Mentre scrivo ho ripreso tra le mani la musicassetta che mi regalasti tanto tempo fa. Sulla copertina c'è scritto che io mi dovevo impegnare a non farla sentire a nessuno, pena lo strozzamento con un coriandolo. Dentro c' è il pourt pourri del Sadun del 46, quello con i violini ed i suoni che rievocavano la guerra. Quello che mettevi sempre a fine Carnevale quando assistevamo allo spettacolo dei fuochi. Quello, accidenti a te che ci faceva piangere ogni volta. Lacrime come quelle che mi impediscono di continuare a scrivere.... scusate........."