I rioni: nati come iniziativa estemporanea (come del resto anche il corso nel 1873 nacque alla stessa maniera) di poche persone all’interno del quartiere darsena hanno rivoluzionato dall’inizio degli anni ’70 la maniera di vedere il carnevale a Viareggio.
Infatti se prima la vetrina e l’attrazione principale era il corso mascherato da quegli anni la partecipazione e la voglia di carnevale nei viareggini ha trovato sfogo nella nascita e la crescita di queste manifestazioni che anno dopo anno si sono ritagliate un fetta importante di consensi tanto che per alcuni risultavano essere il “secondo carnevale d’Italia” dopo le sfilate in passeggiata.
Ben presto sono proliferate, nei vari quartieri della città, le feste rionali fino a coprire interamente tutte le serate della manifestazione carnevalesca.
Parallelamente dal 1980 è nata anche una competizione tra i vari rioni all’interno del carnevale su due aspetti importanti: la musica e le palio delle maschere.
Tali aspetti importanti sono sopravvissuti lo spazio di circa un decennio per poi finire stranamente nel dimenticatoio sacrificate sull’altare delle “professionalità” esterne al carnevale che hanno portato come massimo frutto la scelta della canzone “Genoveffa” come canzone ufficiale del carnevale.
E’ sopravvissuta solamente la componente della festa rionale che però senza più il coinvolgimento delle mascherate e dei piccoli carri (protagonisti dei rioni anni 70-80) si è involuta in una semplice festa all’aperto più simile ad una sagra che a un momento importante del carnevale.
A peggiorare la situazione, da qualche anno a questa parte, è nato anche un problema sicurezza intorno alla realizzazione di queste feste con risse e atti di vandalismo nei quartieri che hanno messo in allarme anche le varie istituzioni.
Qual è la ricetta per far risorgere i rioni?
Penso che l’obiettivo che l’organizzazione del carnevale e i rioni si debbano dare è quello di andare verso il ritorno ad una festa come quella che veniva organizzata nei primi anni settanta (tanto carnevale, un po’ di buona gastronomia e le sfilate con competizione tra i rioni).
Il deterioramento dei rioni è frutto anche di una mancata educazione al carnevale (che purtroppo nelle scuole cittadine latita) e un “ingessamento” eccessivo dell’organizzazione della Fondazione che per troppe volte ha elargito contributi senza una valutazione analitica di un progetto rionale che vedesse il carnevale al centro del discorso.
Un primo passo verso un coinvolgimento dei rioni nella musica carnevalesca è stato fatto quest’anno ma a ben vedere sembra più frutto di una copertura necessaria da dare al Cd di Alloisio piuttosto che una progettualità nei confronti della rinascita della canzonetta dei rioni come normalmente è conosciuta in città.
E allora ricostruiamo e diamo fiducia ai rioni cittadini (magari mettendoli in competizione tra di loro) riportando però al centro il nostro carnevale, lasciando perdere quegli aspetti che poco si conciliano con questo obiettivo e che molto spesso risultano essere causa di problemi di ordine pubblico.



