giovedì, 29 giugno 2006

Oggi è  un anno dalla nascita di questo blog  e sinceramente sono molto contento dei risultati fin qui ottenuti.

Un ringraziamento va a tutti coloro che in questi mesi hanno frequentato, commentato o soltanto visitato questo blog.

La promessa che mi sento di farVi è che cercherò sempre di parlare di Viareggio e di tutto quello che accade in città, nella maniera più onesta ed obiettiva possibile.

Per adesso Vi do appuntamento ai prossimi post (sto lavorando ad un paio di “situazioni interessanti”).

Un saluto ed un abbraccio a tutti Voi.

postato da: renzopieraccini alle ore 12:51 | Permalink | commenti (1)
categoria:viareggio
martedì, 13 giugno 2006

I miei mondiali di calcio.(1^ puntata)

 

Sono da pochi giorni iniziati i diciottesimi mondiali di calcio universalmente riconosciuti come secondo avvenimento sportivo mondiale dopo le olimpiadi.

I miei ricordi personali partono dall’edizione del 1970 (5 anni) quando la sera della finale Italia – Brasile viaggiavo con la bandiera italiana agganciata al retro della bicicletta sui marciapiedi della via Venezia al Marco Polo dove abitavo.

Per me i Rivera, i Riva ed i Pelè erano soltanto nomi sconosciuti e la mia unica gioia era “scarrozzare” beatamente con la mia amica Costanza senza pensare minimamente al risultato che, purtroppo, ci stava condannando.

Quattro anni dopo (1974) era l’edizione tedesca e l’Italia fece una magra figura uscendo nella prima fase del torneo dopo una disastrosa partita con la Polonia anche se i miei ricordi personali sono riconducibili alla prima partita contro Haiti in cui l’Italia soffrì (ed io con lei) le pene dell’inferno per realizzare i gol  della vittoria.

Esaurito presto l’entusiasmo per l’Italia la mia simpatia ricadde sulla grande Olanda di Cruyff e Neskeens che cadde in finale per mano dei padroni di casa tedeschi in una partita da me seguita con una televisione portatile in bianco e nero presso un chiosco della pineta di ponente di proprietà di mio zio.

Ricordo molta gente intorno a questo piccolo televisore ed il mio disappunto alla rete della vittoria di Muller che mi provocò tanta amarezza da impedirmi di proseguire nel vedere l’incontro preferendo una partita “a scartino” tra i pini  con alcuni amici.

All’età di tredici anni (1978) fu il tempo dei mondiali in Argentina partiti subito sotto una cattiva stella nel primo incontro con la Francia quando dopo 33 secondi ci trovammo in svantaggio.

Dalla rabbia abbandonai la mia postazione davanti al televisore (che nel frattempo era diventato a colori) per recarmi sul terrazzo della casa in via Maroncelli dove abitavo.

Ricordo che il traffico era quasi inesistente e dopo alcuni minuti fui richiamato all’interno della casa dalle grida di gioia dei presenti (famiglia e amici) per il pareggio segnato dall’Italia.

Da quel momento non abbandonai più il televisore durante le partite della nostra nazionale nemmeno quando giocarono contro l’Argentina a mezzanotte malgrado il giorno dopo la scuola e i professori mi attendessero magari per interrogarmi, ma la gioia provata al momento del goal di Bettega rimane ancora nei miei pensieri e ricordi.

Purtroppo dopo un girone eliminatorio favoloso la nostra nazionale, trascinata da un giovanissimo Paolo Rossi, incappò in momenti sfortunati ed altri di vera dabbenaggine (vedi le due reti prese da Zoff contro l’Olanda) che ci impedirono di andare a disputare una finale probabilmente meritata con uno gioco d’attacco e spumeggiante.

L’amarezza della mancata finale non mi permise di vedere l’incontro tra Argentina e Olanda in cui i padroni di casa vinsero la loro prima coppa del mondo.

In quegli anni, cominciando a giocare a calcio a livello giovanile come portiere, iniziavo ad avere i miei idoli in quel ruolo come Fillol (portiere argentino) e Quiroga (peruviano) quest’ultimo protagonista di una partita discussa in cui prese addirittura sei reti consentendo alla squadra di casa di raggiungere la finale.

E così arriviamo al 1982 e agli splendidi mondiali disputati dall’Italia con la vittoria finale contro la Germania al Bernabeu di Madrid.

L’età di 17 anni mi consentiva già una libertà piuttosto ampia di movimento e in quelle estati mi recavo a Lido di Camaiore al bagno Bucintoro dove andavo al mare e dove seguì l’intero mondiale.

Ricordo che eravamo  una compagnia di ragazzi e ragazze composta da fiorentini, parmensi, milanesi e gli unici indigeni eravamo io ed il figlio del bagnino di nome Alessandro di Torre del Lago.

La prima parte del mondiale fu vissuta in maniera molto contraddittoria con partite vissute al bar Marilena di Lido di Camaiore e momenti di voluto distacco con bagni al mare e altri divertimenti.

Il ricordo più vivo e forte rimane quello del 5 luglio 1982 con la partita contro il Brasile vista dagli schermi di un vecchio televisore in bianco e nero in una casa estiva a Lido di Camaiore di fronte al parco Pitagora.

Una diecina di ragazzi e ragazze che urlarono, soffrirono, imprecarono e gioirono per i novanta minuti della partita intramezzati da un intervallo tra primo e secondo tempo che ancor oggi mi sembra eterno e passato in un silenzio irreale mangiando una macedonia.

E poi la fine dell’incontro, l’abbraccio collettivo e l’uscita nella strada deserta ancora tanto increduli di quanto era stato vissuto da sdraiarsi esausti in mezzo alla via guardando il cielo azzurro che in quel momento lo sembrava ancora di più.

La sera ci ritrovammo al bagno Bucintoro mentre sui viali a mare i caroselli di auto , moto ed ogni altro mezzo di locomozione rimanevano pressoché fermi nel traffico impazzito.

Ci eravamo vestiti con i colori dell’Italia e fummo invitati a salire su un camion stracolmo di bandiere tricolori in direzione di Forte dei Marmi.

Fu un divertimento continuo vedendo le facce della gente divertita e divertente nel tragitto che ci portava sempre più lontano dal nostro luogo di origine.

Finalmente scendemmo dal camion e trovammo un passaggio che ci consentì di ritornare al punto di partenza e ricordo nitidamente le parole di un ragazzo fiorentino della nostra compagnia che di fronte alle immagini della replica dell’incontro sulla RAI disse: “stasera non ce la facciamo a vincere”.

La semifinale con la Polonia fu quasi da me considerata una formalità e l’appuntamento per tutti fu per domenica 12 luglio 1982 al Bar Marilena per gustarci la finale con la Germania.

Mi ero fatto fare da mia madre una bandiera di circa 3 metri che sistemai (scaramanticamente chiusa) sotto le seggioline del bar poste di fronte al gran televisore del locale. 

Dopo l’inizio dell’incontro mi resi conto che le persone erano assiepate intorno ai vari televisori che i locali della passeggiata del Lido avevano posto all’esterno dei bar e che il resto della passeggiata risultava vuoto e silenzioso.

Il momento del rigore fallito da Cabrini nel primo tempo fu vissuto da me con dispiacere e soprattutto con il pensiero di aver avuto la grande occasione di vincere e che malauguratamente l’avevamo gettata al vento.

L’intervallo fu un susseguirsi di commenti e di sguardi verso una ragazza di Parma (che a malapena conoscevo) seduta davanti alla mia postazione.

La tensione si stemperò in parte dopo il goal di Rossi ma fu certamente la seconda rete a tracciare segni indelebili nei miei ricordi con quel contropiede fenomenale che già prima del suo compimento finale nel tiro di Tardelli mi vedeva in piedi gridando a più non posso “tira, tira” che finalmente fu recepito con un gran diagonale nell’angolo alla sinistra del portiere tedesco.

Nel grande giubilo collettivo mi trovai abbracciato alla ragazza con cui avevo scambiato qualche parola nell’intervallo dell’incontro e la sensazione fu entusiasmante anche a posteriori perché poi fu l’inizio di un bellissimo rapporto.

Al terzo goal la bandiera fu finalmente sventolata e rimase “in movimento” fino a tarda notte quando in bicicletta rientrai a casa felice come non mai.

postato da: renzopieraccini alle ore 10:28 | Permalink | commenti
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lunedì, 12 giugno 2006

Questo è il testo dell’interrogazione presentata da Rifondazione Comunista in merito ai contratti stipulati tra Sea Acque e Sea Risorse:

“Considerato che in data 13/3/2006 il C.C. di Viareggio ha approvato la costituzione della società Viareggio Patrimonio s.r.l. tramite la trasformazione di SEA Acque spa;

considerato inoltre che il giorno 15/3/2006 con atto notarile n°253.012 la Sea Acque spa si è trasformata in Patrimonio Viareggio srl con capitale sociale di dieci milioni di euro;

i sottoscritti consiglieri comunali del PRC, Rossella Giusti e Roberto Pucci interrogano con urgenza il Sindaco per sapere:

 

1.     se corrisponde al vero che i quelle stesse date o addirittura in data successiva il Presidente della Sea Acque spa, ing. Giuseppe Vitello abbia siglato contratti con SEA Risorse per circa 5 milioni e mezzo di euro;

2.     se siano stati effettuati contratti anche con altre aziende negli ultimissimi giorni prima che Sea fosse trasformata;

3.     se la nuova società del Patrimonio intenda accollarsi o meno l’impegno preso in tali contratti, impegno che all’atto delle decisioni del C.C. non era conosciuto dai consiglieri comunali stessi;

4.     quali atti intenda prendere l’Amministrazione Comunale nel caso contratti di 5 milioni e mezzo di euro debbano gravare, non previsti, sulle casse della nuova società Patrimoniale;

5.     se non ritenga il Sindaco, nell’eventualità che tutto ciò corrisponda al vero, grave il comportamento del presidente della Sea Acque e dell’intero cda,  fosse stato o meno al corrente della situazione, dal momento che da tempo si sapeva della trasformazione della società e dell’assorbimento nella Viareggio Patrimonio di tutti gli impegni di SEA Acque spa certificati dai bilanci della società;

6.     se non ritenga il Sindaco, come rappresentante unico della proprietà            della ex SEA acque spa e della Viareggio Patrimonio spa, di dover intervenire nei confronti dell’ing. Vitello dal momento che ha ricoperto e ricopre incarichi dietro nomina del Sindaco stesso.

Visti i prossimi impegni previsti nel  C.C. a proposito del conferimento alla Viareggio Patrimonio srl  di beni immobili e impianti, i sottoscritti auspicano un rapido chiarimento della interrogazione in oggetto.”

 

Adesso il Sindaco come difenderà l’ing. Vitiello?

Come sempre farà finta di nulla e tirerà avanti per la sua strada.

Se proprio dovrà dare una risposta a quanto sopra dirà che l’interessato si è mosso nel solo interesse “della collettività e per la tutela dell’ambiente” come recitato nella ormai famosa brochure di presentazione di Vitiello alle ultime elezioni provinciali e che comunque (per fortuna) è stata da pochi recepita infatti il candidato ha raccolto circa 120 voti a Viareggio (come ha fatto?) e 23 a Capannoni facendo registrare, in quest’ultima località, il minimo storico di voti (0,99%) riconducibili alla lista dei Verdi.

Mi ritorna in mente la dichiarazione dell’esponente di Laboratorio Squaglia che pochi giorni or sono tuonava “ nessuno osi cancellare quanto fatto da Marcucci in questi dieci anni”.

Anche volendo, signor Squaglia, sarà difficile farlo perché i danni creati da questa amministrazione rimarranno sul “groppone” dei viareggini per molto, molto tempo.

postato da: renzopieraccini alle ore 10:16 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 08 giugno 2006

Ho appena letto, su il sito Viareggiok, il comunicato stampa del consiglio d’indirizzo della Fondazione Carnevale in merito alle riunioni tenutesi nei giorni scorsi alla presenza del Sindaco e dell’assessore alla cultura del comune di Viareggio.

Sinceramente ne ho veramente piene le scatole di queste dichiarazioni tanto vuote quanto inutili in cui questi amministratori si affannano a cercare di dimostrare la bontà del lavoro svolto, auto incensandosi e cercando consensi dando la solita “leccata” alla categoria dei carristi (che purtroppo, tranne Fabrizio Galli, non ha preso posizione su questa situazione a dir poco drammatica).

Mi sembra di rivivere le trasmissioni di “Quale carnevale?” su Rete Versilia dove, i pochi “poltronati” intervenuti, si prodigavano a cercare di convincere i telespettatori che tutto andava bene e che non esistevano problemi.

In questa “vomitevole” disamina del carnevale si conferma la fiducia al Presidente e al coordinatore organizzativo dimostrando che per questo INUTILE consiglio di Indirizzo vale più una poltrona che essere sinceri e dire una volta per tutte che il carnevale è in crisi e che è sull’orlo di un fallimento economico ed organizzativo.

Ma la cosa che sinceramente mi fa più rabbia e che non è ammissibile è che questi signori continuino a parlare “nell’interesse della città” come se sapessero quale sia.

Essi prima di parlare in questi termini dovrebbero mettersi una mano sulla bocca (invece della coscienza, perché quella hanno dimostrato di non averla) e stare ZITTI.

L’unica cosa certa che vi chiede la città è quella di ANDARVENE PRIMA POSSIBILE.
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mercoledì, 07 giugno 2006
Riceviamo e pubblichiamo:
Il Carnevale, un presidente di paglia e un sindaco oligarca

 

Leggere le cronache delle ultime vicende legate al Carnevale è deprimente ma, nello stesso tempo, è la conferma di quanto il livello intellettivo e il senso di responsabilità dei singoli protagonisti sia infimo, triviale e non degno di una comunità civile e democratica. Il Sindaco Marcucci continua nella sua gestione personalistica del patrimonio pubblico, sia esso ambientale oppure culturale, come nel caso del Carnevale.

 

In questo è supportato da una schiera di esponenti politici o presunti tali che ne eseguono le direttive nel più completo e assoluto silenzio e senza avere un minimo di dignità nel contestare o criticare, in maniera democratica, decisioni e azioni che, spesso, sono solo funzionali a interessi personali o di mantenimento del potere.

 

Il Carnevale, massima espressione della cultura popolare di questa città, ha avuto in questi ultimi anni, amministratori incapaci, senza cultura e senza nessuna concezione di quello che significa amministrare il bene comune nell’interesse comune e, in questo caso nell’interesse della manifestazione e dei cittadini. L’ente Fondazione Carnevale è stato trasformato, in questi anni, in un carrozzone dove hanno trovato posto, nella maggior parte, gli scarti della politica viareggina, i falliti in senso professionale, scudieri delle correnti di partito, paggetti di sindaco e assessori. Nessuna personalità di rilievo e di professionalità e le poche che in questi anni sono stati coinvolte si sono scontrate con il muro di gomma che unisce la presidenza della Fondazione al Palazzo Comunale e che tutto respinge, nasconde, ignora.

 

Così come le modifiche dello Statuto della Fondazione sono state volute dal sindaco Marcucci per impedire al Consiglio Comunale, massima espressione e rappresentanza dei cittadini,  il dibattito, il controllo e l’approvazione delle scelte sul Carnevale a partire da nomine e bilanci. Una maggioranza blindata, succube di personaggi squalificanti e squalificati, sotto la spada di Damocle di quel Laboratorio per la democrazia che, nei fatti, è stato ed è il laboratorio delle poltrone e degli stipendi, il braccio armato di Marco Marcucci per imporre la propria volontà a chi, ingenuamente, crede ancora che a Viareggio esista la democrazia e il confronto politico.

 

Ho denunciato pubblicamente e nel silenzio generale,  molti anni fa, la deriva fallimentare del Carnevale. Fallimentare in tema di proposta culturale, spettacolare, economica ma soprattutto finanziaria. Non mi interessa il ruolo di Cassandra ma evidenzio come, al di là dei proclami di presidenti infiocchettati, sindaci oligarchi e assessori senza cultura, la situazione del Carnevale e più in generale della cultura a Viareggio sia  in stato comatoso da anni. Penso che, vista la situazione drammatica e non più sostenibile dalla città e dai cittadini forse sarebbe opportuna un’eutanasia istituzionale, per evitare che la voragine dei bilanci fallimentari della Fondazione targata Tofanelli si allarghi ancora di più.

 

E’ giunto il momento che le persone, i cittadini, le forze politiche responsabili e veramente democratiche,  facciano sentire la propria voce, chiedano con forza risposte e verità agli amministratori e non credano più alle bugie enormi che questa amministrazione e i suoi servi continuano a spacciare per verità assolute.

 

Roberto Alessandrini

Viareggio

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lunedì, 05 giugno 2006
Riceviamo e pubblichiamo:
ROMANZO A PUNTATE – 1° Puntata
 
Cronistoria della vita di un servizio utile alla comunità Viareggina!!!
 
Fino al 1998 il servizio Igiene Territorio era gestito direttamente dall’Aministrazione Comunale,   dove si sono avvicendati vari responsabili.
 Il Direttore del servizio Alessandro Mariotti, è stato colui che ha gestito per maggiore tempo il servizio, il personale di ruolo contava 154 unità, di cui circa 15 utilizzate per il servizio AUTOSPURGO (Pozzo Nero), la gestione tecnica dell’apparato era affidata ,oltre che al Mariotti, ad un impiegato e 4 Assistenti, non esistevano P.C. e tutto ciò che serviva , come ordini di servizio etc, veniva redatto con una macchina da scrivere.
Nel 1993, se la memoria non mi inganna, Mariotti è stato dirottato alla Circoscrizione Viareggio Nuova come Segretario, per fare posto al funzionario Zappelli, proveniente dal collegio Colombo (ormai struttura non riconoscibile come tale), supportato dal Dirigente  Bertolucci (in seguito, ex Comandante della Polizia Municipale).
Sotto la dirigenza Bertolucci e la responsabilità tecnica di Zappelli, in pochi anni si sono visti vari passaggi di mani del settore, prima all’ex A.S.S.P., in seguito alla creazione di BIOSEA Srl per la gestione della raccolta differenziata, alla fine (ma non è finita) la creazione dell’attuale S.E.A. SpA, tutto questo in soli cinque anni.
Ha questo punto mi farebbe piacere fare un paragone, così tanto per avere un’idea e non per accusare qualcuno e tanto meno oscurare la sua persona, fra quanto costava il servizio nel 1993 e quanto costa oggi, se tutto questo è stato realmente utile, sia alla cittadinanza che ai dipendenti S.E.A. SpA., compreso logicamente  il personale Tecnico fino al Dirigente.
Iniziamo dal 93, il sottoscritto aveva la mansione di autista (oggi Assistente Tecnico, ci ho guadagnato!?!?), e logicamente ero nelle R.S.A , della FIT-Cisl, il settore era gestito da 1 impiegata, un centralinista, 4 Assistenti, un funzionario (Zappelli) che si occupava della stesura dei servizi, un Dirigente (Bertolucci) che si occupava della parte amministrativa.
Dopo circa due anni dal passaggio all’ex A.S.S.P. siamo nel 2000, fui PROMOSSO ad Assistente Tecnico, con la responsabilità della gestione spazzamento, questo per circa un anno, in seguito fui dirottato alla Raccolta Differenziata per un periodo di circa 2 anni e senza mezzi termini dico di avere avuto successo!, la percentuale di materiale raccolto cresce, in questo periodo nasce la BIOSEA Srl, di cosa si occupava realmente non lo sapevo e non lo so nemmeno adesso, perché è sempre in piedi.
CI SIAMO!!!!!!
Nasce la S.E.A. SpA!  (solo adesso capisco perché ho perso i capelli, come rappresentante sindacale li devo aver strappati).
Consiglio di Ammistazione:
Presidente…………………….. Giuseppe Vitiello
Amministratore Delegato…….. Giuseppe Vitiello
Vice Presidente……………….. (purtroppo è deceduto e preferisco non nominarlo)
Consigliere……………………. Roberto Squaglia
Consigliere……………………. Alberto Corsetti
Consigliere……………………. Egisto Sani
Quanto di seguito riportato, lo scrivo rileggendo gli articoli apparsi sui quotidiani locali nei tempi della gestione Vitiello.
Cominciamo con il dire che il Presidente ed A.D. Vitiello, con la sua decennale esperienza finanziaria presso l’ I.T.I di Viareggio, come insegnante, decide di realizzare una Holding a gestione familiare, e da qui nasce il gruppo SEA, con varie società satelliti che vedremo in dettaglio nella 2° puntata di sabato prossimo.
Sandro Vecoli FIT-CISL
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giovedì, 01 giugno 2006

Che sia la volta buona?

La Margherita, malgrado il pessimo risultato ottenuto alle provinciali, è uscita finalmente allo scoperto sulla questione carnevale e dopo le dimissioni di Gemignani e di Vannucci (riconducibili alla sua area) chiede l’azzeramento completo delle cariche all’interno del Cda e del consiglio d’Indirizzo.

Stasera (forse) ci sarà la resa dei conti con la riunione plenaria tra il Sindaco e gli amministratori del carnevale per arrivare a trovare una possibile soluzione nei confronti della crisi che attanaglia la nostra manifestazione più cara ormai da alcuni anni.

Ma attenzione: i mass media, ma più completamente un po’ tutti a Viareggio, hanno la tendenza a dire “via il Tofanelli dalla Fondazione” limitando di fatto le colpe al solo presidente della Fondazione (e in realtà non è che ne abbia poche) trascurando che è tutta la struttura della gestione del carnevale che deve essere rivista compresa (come del resto il comunicato della Margherita fa presente) la gestione da parte del Coordinatore Generale Bimbi che ha dimostrato anch’esso di essere “un pesce fuor d’acqua” e non capace di dare una vera svolta alla manifestazione in un momento in cui ce n’era (e ce n’è) particolarmente bisogno.

Anche dal fronte dei carristi finalmente qualcosa si muove e Fabrizio Galli nei scorsi giorni ha richiesto ufficialmente al Sindaco Marcucci l’azzeramento delle cariche per “svecchiare” la Fondazione Carnevale.

La città queste cose l’aveva già dette e chieste perlomeno da più di due anni e questa, anche se tardiva, presa di posizione speriamo possa veramente dare quella svolta radicale alla gestione della manifestazione che ad oggi risulta essere necessaria e non differibile.

Nell’attesa di notizie Burlamacco, a scanso di equivoci, si trasferirà a breve a Lido di Camaiore per festeggiare la consegna della bandiera blu al comune limitrofo.

Anche questo, caro Sindaco, è un dato inequivocabile che la “commedia è finita” e che gli attori vadano pure a casa.

postato da: renzopieraccini alle ore 07:40 | Permalink | commenti
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