L'Italia, si sa, è un paese che ha una memoria corta. E Viareggio non fa eccezione. Quindi invito a leggere, sopratutto quelli che oggi si ergono a 'modernizzatori' , questo articolo de La Nazione del 06/08/2002. Per la cronaca Rifondazione Comunista uscì, anche per la vicenda dei cantieri all'exLatinoAmericano, dalla maggioranza della Prima Giunta Marcucci, non ci fu nessun accordo nelle elezioni del 2003, Rifondazione e i suoi esponenti vennero messi alla pubblica gogna come ' i professionisti della disperazione', da molti di quelli che oggi siedono in Giunta, nelle poltrone delle partecipate , dal sindacato, e da molti esponenti di partiti che oggi parlano di Unione e di cambiamento.
Troppo facile sarebbe, oggi, davanti allo scempio della Darsena e che è sotto gli occhi di tutti dire 'Avevamo ragione'. Ma sarebbe opportuno e anche un segno di onestà intellettuale che i 'fustigatori' delle scelte e delle posizioni di Rifondazione Comunista la smettessero di prendere per i fondelli questa città e abbandonassero poltrone e pulpiti ben renumerati, andandosi poi a cercare un posto di lavoro vero, non da funzionario di partito o da amministratore pubblico. Magari possono provare in Puglia, a raccogliere pomodori...
p.s.
Indovinate chi era, all'epoca, l'assessore all'ambiente citato nell'articolo..
IL PASTICCIO DEI CANTIERI
VIAREGGIO — Il gruppo Ds scende in campo a difesa dell'operazione Marcucci-Manfredi per la trasformazione del piazzale dell'ittico in cantieri navali anziché attrezzature turistiche. Un piano fortemente osteggiato da Rc e dal Parco naturale, che però potrebbe essere solo uno specchietto per le allodole. Ecco perché. Il no di Rifondazione al progetto dei cantieri alle porte di una zona tutelata e caratterizzata da grande espansione turistica è sembrato preludere alla definitiva rottura col centrosinistra per le elezioni 2003. Il sindaco però potrebbe aver avviato la ricucitura. Per ora giunta e Ds pretendono l'approvazione del piano di recupero secondo quanto previsto dalla variante al Prg, cantieri con superficie coperta di 9 mila mq. "Lo sviluppo del porto, compresa la discussione della variante a settembre o ottobre, è strategico per l'economia cittadina — afferma il capogruppo della Quercia Antonio Nicoletti — L'intervento artigiano all'ittico può essere fatto con strutture limitate, con minimo impatto ambientale, alberature che impediscano la vista dei cantieri, e nel rispetto del Parco e delle esigenze degli operatori turistici". E gli effetti sul traffico, per dirne una? Ma per ora guardiamo la questione urbanistica. In realtà la giunta potrebbe congelare i cantieri al Vialone (zona Dr12 della variante) in cambio del via libera al piano di recupero della Dr11, nel piazzale di via Virgilio-Pescatori, che prevede la copertura totale dell'area con simbolo Dr11 in cambio della realizzazione del parcheggio lato monti, e costruzioni industriali alte fino a 16 metri al culmine (per l'ittico non c'è specifica, e l'altezza massima è rinviata al piano di recupero, ma di solito si oscilla tra 9 e 12 metri in gronda: altro che alberi, per coprire i cantieri bisognerà comprare sequoie e baobab). E il trucco? Mettiamo che con questo accordo Rc, i Ds e soprattutto il sindaco-ricandidato Marco Marcucci chiudano l'accordo per il 2003. La Marina di Levante sarà salva? Per un po' di tempo sì, giusto quello necessario per realizzare i lavori in via Virgilio. Ma la previsione urbanistica resterà vigente, e prima o poi qualcuno approverà il piano dei cantieri all'ittico. Ecco perché tutta la vicenda appare poco seria. L'impatto ambientale colpirà anche il traffico già congestionato all'inverosimile. Anche con la trasformazione dell'ittico in centro servizi, l'accesso al nuovo mercato del pesce non cambierà. Da via Coppino e via Salvadori arriveranno bagnanti, clienti di ristoranti e pub, camion del pesce, e alla fine anche il traffico pesante dei cantieri navali. Il tutto in aggiunta, a monte, al traffico già esistente in Darsena, studenti compresi. Sono elementi che fanno giudicare obsoleto l'asse di penetrazione a due corsie normali già prima della sua costruzione. E poi, dopo via Indipendenza, dove sboccherà? "E' da discutere — spiega Nicoletti — Bisogna pensare alla tutela dell'ambiente e ai problemi del traffico. Per questo credo che le due proposte, a nord o a sud dello stadio, siano entrambe da valutare attentamente".
Ma l'assessore di Legambiente cosa ne pensa?
VIAREGGIO — Quando fu approvata la variante, le assenze tra i banchi di Rc, e la presentazione confusa delle Dr, portarono all'approvazione della previsione dei cantieri all'ittico anche da parte dei bertinottiani. Ora che tutto è chiaro, Rc ha fatto dietrofront. Il Parco ha già espresso la sua critica. Tace invece il presidente dei balneari della Marina di Levante, e infine: che ne pensa il nuovo assessore all'ambiente?
Pubblicato il 06/08/2002 su La Nazione - Cronaca di Viareggio





